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Sostegno a distanza
Una fotografia, una scelta, una storia che continua
La mamma di Mariam aveva quattro figli: prima un maschio, poi una femmina e infine due gemelle. Mariam era una di loro.
Il padre morì giovane e la madre si trovò improvvisamente sola a crescere quattro bambini. Per poter lavorare e mantenere la famiglia, dovette affrontare una scelta dolorosissima: affidare le due gemelline a un orfanotrofio oppure tenere tutti i figli insieme, rischiando però di non riuscire a garantire loro il necessario.
Fu in quei giorni che suor Sabine fotografò le due bambine.
Durante uno dei primi viaggi in Burkina Faso, suor Sabine raccontò la loro storia e mostrò quelle fotografie. Tra quelle immagini c'era anche quella di Mariam.
Antonella la guardò e disse semplicemente:
«Mariam sarà la mia bimba.»
Quella frase fu l'inizio di una storia che dura ancora oggi.
Mariam è cresciuta insieme alle sue sorelle e al fratello. Gli anni sono passati e il sostegno a distanza ha permesso ai bambini di andare a scuola e alla loro mamma di continuare a crescere la famiglia.
Ma Antonella ha voluto fare qualcosa di più.
Con il passare del tempo ha deciso di acquistare un piccolo terreno alla periferia di Ouagadougou, con l'idea di dare alla famiglia qualcosa che andasse oltre l'aiuto quotidiano: una casa, uno spazio sicuro, un punto fermo.
La mamma continuava a mantenere la famiglia con piccoli lavori, mentre i figli crescevano e studiavano.
Anche il resto della famiglia ha fatto la propria parte. Un cognato, appena ne ha avuto la possibilità, ha realizzato la recinzione dell'intero terreno.
Può sembrare un dettaglio, ma in Burkina Faso una recinzione significa molto: delimita uno spazio, protegge la casa e crea un luogo sicuro che appartiene alla famiglia.
Nel tempo quel terreno è diventato davvero una casa.
Oggi nel cortile c'è un piccolo rubinetto per prendere l'acqua. La famiglia ha sistemato la latrina e ricavato anche un piccolo vano per la doccia.
Il fratello ha potuto costruirsi una camera separata, un altro piccolo passo verso l'autonomia.
Non è una grande casa e non è una storia di ricchezza.
È la storia di una famiglia che, un passo alla volta, ha potuto costruire condizioni di vita più dignitose e un futuro più sicuro.
Tutti i figli sono andati a scuola.
Oggi i ragazzi stanno cercando di proseguire gli studi fino all'università. Per pagare le rette e sostenere le proprie spese fanno piccoli lavori, cercando di costruirsi con le proprie forze una strada per il futuro.
Mariam è cresciuta.
Quella bambina della fotografia oggi è una giovane donna con una vita, dei progetti e una famiglia che ha potuto rimanere unita.
La storia di Mariam ci ricorda che il sostegno a distanza non è soltanto un aiuto economico.
Dietro ogni bambino sostenuto c'è una storia. Ci sono una famiglia, delle difficoltà, delle speranze e un futuro ancora tutto da costruire.
Nel caso di Mariam, tutto è iniziato con una fotografia e con poche parole:
«Ci penso io.»
Da allora sono passati molti anni, ma quella promessa non si è fermata al sostegno di una bambina.
È diventata una relazione lunga nel tempo, che ha accompagnato una famiglia nella crescita, nello studio e nella costruzione della propria casa.
Perché a volte un piccolo gesto, se continua nel tempo, può diventare qualcosa di molto più grande: la possibilità di costruire un futuro.
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